L'esposizione
Una grande istituzione dedica per la prima volta un percorso intero alla musica videoludica.
« Video Games & Music » occupa gli spazi della Philharmonie de Paris dal 2 aprile al 1° novembre 2026.
La curatela associa la musicologa Fanny Rebillard e il giornalista Jean Zeid: immaginano un percorso concepito come un mondo aperto, dove trentanove oggetti, console d'epoca, fotografie e artworks dialogano con 29 giochi giocabili e cinque installazioni collettive.
Postazioni interattive e cabine arcade trasformano il visitatore in ascoltatore-attore: si ascolta giocando, si gioca per udire trame sonore che raccontano mezzo secolo di innovazioni tecniche e poetiche.
Il biglietto d'ingresso dà anche accesso alla collezione permanente del Museo della musica, prolungando la visita oltre il solo percorso videoludico.
Perché andare?
Quattro ragioni chiare e sensoriali per visitare questa esposizione.
Un mondo aperto in cinque biomi
La scenografia riprende i codici visivi del videogioco per guidare la passeggiata come un'esplorazione.
Mounir Ayache struttura il percorso in cinque biomi: l'orbita delle leggende, le dune infinite, la metropoli notturna, la canopia tropicale, il vulcano elettrico, ognuno composto da quadri audiovisivi.
Colori primari, tunnel organici, pannelli inclinati e muri di proiezione trasformano le sale in paesaggi digitali: il visitatore attraversa volumi in cui il pixel e l'immagine animata orchestrano la percezione.
Le proiezioni animate firmate La Sagna & Racine avvolgono i dispositivi; fanno della scenografia uno spazio sonoro oltre che visivo e collegano l'estetica del gioco all'architettura interna della Philharmonie.
Opere in risonanza scandiscono il percorso: mosaici 8-bit di Invader, panorami in pixel art di eBoy e altre opere che incrociano arte contemporanea e cultura videoludica.
Nota della redazione
Video Games & Music riesce a pensare la musica del videogioco come un patrimonio vivo: si esce dalla sala con motivi in testa e la certezza che questi suoni meritano di essere ascoltati fuori dallo schermo.
Dai bip arcade alle melodie planetarie
Il percorso ricostruisce la genesi di un repertorio nato da vincoli tecnici e divenuto linguaggio musicale.
Chip sonori, sale arcade e nascita di un repertorio Nel 1972 l’ingegnere Allan Alcorn mette a punto i primi suoni di Pong da circuiti stampati. Un segnale funzionale, non una composizione.
Qualche anno basta perché l’integrazione delle chip sonore dedicate trasformi quei bip in melodie riconoscibili: ogni chip impone la sua tavolozza timbrica, dando al gioco la sua firma musicale. 650 scatti in 35 mm realizzati da Ira Nowinski nelle arcades californiane (1981, 1982) Gli altoparlanti delle cabine arcade diffondono questi suoni in sale rumorose e scintillanti dove il videogioco è prima di tutto un’esperienza sociale, vissuta fianco a fianco.
Il fotografo Ira Nowinski ha documentato questa cultura tra il 1981 e il 1982 nella baia di San Francisco, dal Santa Cruz Boardwalk alle arcade di Oakland. Ira Nowinski, Serie Pier 39, 1981, 1982, fotografia analogica, stampa in bianco e nero, 35 mm Le due fotografie in bianco e nero esposte alla Philharmonie mostrano giocatori assorti davanti a cabine arcade in sale piene della baia di San Francisco all’inizio degli anni ’80.
Nowinski, fotografo documentarista americano, ha realizzato questa serie in vari luoghi della Bay Area, tra cui il Santa Cruz Boardwalk e l’Exploratorium di San Francisco, sede di una competizione ufficiale Atari Asteroids. La collezione completa, acquisita dalla biblioteca di Stanford nel 2012, comprende circa 650 immagini in 35 mm.
Come sottolinea Henry Lowood, conservatore delle collezioni di storia delle scienze e tecnologie a Stanford, queste immagini ricordano che il gioco sociale e multiplayer non è sempre stato virtuale o in rete.
Domande frequenti
Quali sono le date e gli orari di Video Games & Music?
L'esposizione si tiene dal 2 aprile 2026 al 1° novembre 2026. Orari regolari: da martedì a giovedì 12:00-19:00, venerdì 12:00-21:00, sabato e domenica 10:00-19:00. Durante le vacanze scolastiche.
Come ottenere un biglietto e qual è il prezzo?
I biglietti sono venduti sul sito ufficiale della Philharmonie de Paris; è consigliata la prenotazione dello slot. Il prezzo intero adulti è 15 €, con tariffe ridotte e gratuità in base alle categorie. Il biglietto include l'accesso alla collezione permanente del Museo della musica.
Quanto tempo prevedere per la visita e cosa comprende?
Prevedi circa 1h30-2h per completare il percorso: combina postazioni e stazioni giocabili.
L'esposizione è accessibile alle persone con disabilità?
Tutti gli spazi dell'esposizione sono accessibili alle persone a mobilità ridotta. Cani guida e cani di assistenza sono accettati e sono previsti dispositivi di accompagnamento.
Immersione nel codice
Il percorso mette in dialogo storia meccanica e informatica per illuminare le discendenze del suono programmato.
Dal cilindro a chiodi al chip sonoro, una filiazione insospettata Il codice informatico prolunga il lavoro dei chip. Il principio del binario, acceso/spento, esisteva già nell’organetto e nella scatola musicale: l’informatica apre prospettive inedite, con alcuni compositori che disegnano manualmente la forma d’onda sonora.
In Giappone, Kōji Kondō crea con Super Mario Bros. (1985) e The Legend of Zelda (1986) melodie immediatamente riconoscibili.
Nobuo Uematsu pone con Final Fantasy (1987) le basi di una scrittura con vocazione orchestrale. La rivalità Nintendo-Sega fa del suono un argomento commerciale, come dimostra la colonna sonora di Masato Nakamura per Sonic the Hedgehog (1991).
Dal 1989, il Game Boy porta queste melodie in tasca, dalla scuola al salotto di casa. Nella sezione « Immersione nel codice », un organetto Ignaz Bruder.
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