Mummie, un'immersione sensibile al Musée de l'Homme
Dal 19 novembre 2025 al 25 maggio 2026, il Musée de l'Homme presenta «Mummie», una mostra che fa dialogare antichi riti, maestria tecnica e ricerche scientifiche intorno ai corpi conservati. Esposta al secondo piano, questa traversata intima e rispettosa invita a ripensare il nostro rapporto con la morte attraverso nove destini mummificati.
La mostra apre le porte di un mondo in cui il desiderio d’immortalità si legge su corpi conservati da secoli. Nove defunti, provenienti principalmente dall’antico Egitto, dall’America del Sud e dall’Europa medievale, guidano il visitatore in un percorso in cui bende, maschere e oggetti funerari diventano indizi per ricostruire una vita. L’allestimento, concepito come incontro più che vetrina, inizia con un avvertimento discreto che ricorda che queste presenze sono prima di tutto persone. Il percorso si sviluppa in quattro parti complementari: l’incontro con i defunti mummificati; l’esame delle tecniche e dei riti, dalle catene operative naturali o artificiali ai gesti cerimoniali; la messa in prospettiva storica e patrimoniale, che ripercorre la raccolta dei resti umani e i dibattiti etici che essa solleva; infine l’approccio scientifico, che presenta imaging, analisi e datazioni per ricostruire biografie. Questi momenti successivi offrono al visitatore uno sguardo multidisciplinare e sensibile. Oggetti, archivi e opere contemporanee segnano il percorso e arricchiscono la lettura delle pratiche funerarie attraverso i continenti. Il comitato scientifico, composto da Éloïse Quétel e Pascal Sellier, coniuga rigore e rispetto, un tono che attraversa tutta la mostra e permette di affrontare questioni delicate senza sensazionalismo. Allestita su una superficie di circa 650 m² al secondo piano del museo, «Mummie» si presta a una visita attenta: si consiglia di prevedere da un’ora a un’ora e mezza per godere dei dispositivi di ascolto e lettura che prolungano l’esperienza. Più di un gabinetto di curiosità, questa mostra intende restituire dignità agli individui presentati e stimolare una riflessione profonda sulla memoria e l’eredità dei vivi.
Perché visitare
Al Musée de l'Homme, «Mummie» propone un percorso intimo e documentato sulle pratiche di mummificazione attraverso tempi e continenti. Nove individui mummificati, archivi, ricostruzioni e opere contemporanee si incontrano per svelare tecniche, vite e questioni etiche.
Incontro con i defunti mummificati
Nove destini conservati attraverso i millenni Il percorso della mostra «Mummie» al Musée de l'Homme si dipana in un racconto fluido, guidando il visitatore attraverso le stratificazioni di una pratica funeraria che trascende confini culturali e temporali. All’ingresso, l’approccio è intimo e rispettoso: un avvertimento discreto prepara la mente alla contemplazione di corpi umani preservati, sottolineando che queste figure non sono semplici artefatti, bensì persone con esistenze uniche. Sarcofago di una cantante di Amon di Karnak, antico Egitto. La prima tappa immerge nella diversità delle motivazioni dietro la mummificazione. Dalle culture Chinchorro, pioniere nove mila anni fa sulle coste di Perù e Cile, ai rituali toraja in Indonesia dove i defunti sono onorati ogni tre anni con pulizie e vestiture solenni, il racconto illumina un filo conduttore universale: il legame indissolubile tra vivi e morti. Dall’Egitto tolemaico alle Ande peruviane, la mummificazione rivela un desiderio universale di mantenere il legame tra vivi e morti. In Egitto tolemaico, l’imbalsamazione con natron e resine mira ad accompagnare l’anima nell’aldilà; tra i Guanci delle Canarie, la fumigazione al sole e il fumo conferisce un’aura sacra.
Nota della redazione
La redazione consiglia senza riserve questo percorso sensibile e rigoroso: di fronte ai corpi conservati, la mostra trasforma lo sguardo scientifico in empatia — si vedono gesti, volti e vite, senza mai scivolare nel spettacolare. Si esce commossi, più informati e profondamente toccati dalla dignità del messaggio.
È una visita necessaria che scuote le nostre idee preconcette sulla morte e sul patrimonio umano, e che merita davvero di essere fatta.
Tecniche e riti della mummificazione
Antiche maestrie tra scienza e sacro Nel cuore di questo percorso, le tecniche di mummificazione si rivelano come capolavori d’ingegno umano. Diverse catene operative, naturali per freddo o acidità, artificiali per eviscerazione e unguento su tessuti presso gli Chancay del Perù, sono illustrate da ricostruzioni precise. Il visitatore segue così i gesti degli specialisti funerari del passato, dall’essiccazione solare dei Marchigiani fino all’iniezione di formalina nel XIX secolo. 9.000 Anni di storia della mummificazione, dalle culture Chinchorro Questa sezione tematica, arricchita da oggetti funerari come maschere dorate o bende ornate, evoca i riti che circondavano questi processi: processioni, incantesimi e offerte che legavano il defunto alla sua comunità. La mostra «Mummie» al Musée de l’Homme eccelle nel tessere questi fili, trasformando una visita in una meditazione sul nostro stesso rapporto con la morte. Uomo della cultura Chachapoya, XII-XVI secolo, Perù Quest’uomo della cultura Chachapoya, nome dato dagli Inca che significa «guerrieri delle nuvole», fu scoperto nel 1877 dall’esploratore Paul Vidal-Sénèze nella parete di Piedra Grande, nella valle dell’Utcubamba in Perù. Donato al Muséum national d'Histoire naturelle nel 1878, fu esposto al museo di Etnografia del Trocadéro fin dalla sua apertura, poi al Musée de l’Homme dal 1937. Morto fra i 20 e i 30 anni, proviene dalle Ande peruviane. Questa mummia pre-inca ispirò molti artisti, tra cui Paul Gauguin e Edvard Munch per il famoso dipinto intitolato L’Urlo, divenendo così uno dei pezzi più emblematici delle collezioni del Muséum.
Domande frequenti
Quali sono le date e gli orari della mostra «Mummie»?
La mostra si tiene dal 19 novembre 2025 al 25 maggio 2026. Il Musée de l’Homme è aperto il lunedì e dal mercoledì alla domenica dalle 11:00 alle 19:00 (ultimo ingresso alle 18:15; uscita dalle sale alle 18:45). Il museo è chiuso il martedì e nei giorni 1° gennaio, 1° maggio, 14 luglio e 25 dicembre.
Dove si svolge la mostra e come accedervi?
«Mummie» è presentata al secondo piano del Musée de l’Homme, 17 place du Trocadéro et du 11 Novembre, 75116 Parigi. Accesso: metro, stazione Trocadéro (linee 6 e 9), uscita n. 6 «Avenue Paul Doumer»; bus, fermate Scheffer / Trocadéro (linee 22, 30, 32, 63, 72); Batobus, fermata Tour Eiffel; postazione taxi avenue d’Eylau. Un parcheggio pubblico (Kléber‑Longchamp) è nelle vicinanze, con posti riservati PMR; il museo dispone inoltre di rampe esterne, ascensori e accoglienza per persone con mobilità ridotta.
Quanto costano i biglietti e come acquistarli?
Il prezzo ridotto è di 12 € e l’ingresso è gratuito per i minori di 26 anni cittadini dell’Unione europea. I biglietti sono disponibili online.
Cosa presenta la mostra e quanto tempo prevedere per la visita?
Su 650 m², «Mummie» riunisce nove defunti mummificati (provenienti da Egitto, America del Sud, Europa medievale, Isole Canarie, ecc.), oggetti funerari, archivi e opere contemporanee. Il percorso, suddiviso in quattro parti, affronta l’incontro con i defunti, le tecniche e i riti di mummificazione, la patrimonializzazione e i dibattiti etici, poi gli studi scientifici (imaging, analisi, datazioni). Commissari scientifici: Éloïse Quétel e Pascal Sellier. Calcolate circa 1 - 1 ora e 30 minuti per godere appieno del percorso e dei dispositivi di ascolto e lettura.
Patrimonializzazione dei defunti
Dalla raccolta coloniale alle questioni etiche contemporanee Attraverso archivi inediti, la mostra ritorna sull’ascesa dell’archeologia e sulla creazione dei musei a essa legata. Nel XIX secolo l’archeologia è di moda e gli scavi sono condotti febbrilmente dalle potenze coloniali. Molti corpi mummificati, prelevati principalmente in Egitto o in America del Sud, entrano così nelle collezioni museali occidentali. Oggi questo approccio è cambiato: i musei conducono indagini sulla provenienza e si interrogano sul destino di questi defunti. Questa mostra rappresenta l’occasione per mostrare le riflessioni etiche condotte, in particolare al Muséum, attorno alle sfide della conservazione e dell’esposizione. Lo studio scientifico dei corpi mummificati permette di ottenere informazioni inedite sugli stili di vita delle popolazioni antiche. Mummia tolemaica, Egitto, epoca tolemaica. Garcin
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