Calder. Rêver en équilibre
Exposition

Calder. Rêver en équilibre

À la Fondation Louis Vuitton, « Calder. Rêver en équilibre » rassemble près de 300 œuvres, mobiles, stabiles et le Cirque Calder, en dialogue avec Gehry.

Fondation Louis Vuitton

8 Av. du Mahatma Gandhi, 75116, Paris

15 avr. 2026 — 16 août 2026

Lunedì, mercoledì e giovedì: 11:00 - 20:00 Venerdì: 11:00 - 21:00 (notte il primo venerdì del mese fino alle 23:00) Sabato e domenica: 10:00 - 20:00 Chiuso il martedì

La mostra

Alla Fondation Louis Vuitton, « Calder. Sognare in equilibrio » invita a riscoprire la poesia cinetica di Alexander Calder, dai suoi mobili sospesi agli stabiles monumentali. Il percorso, che include il Cirque Calder prestato dal Whitney Museum, promette di toccare lo sguardo e l'immaginazione, una mostra imperdibile per chi ama l’arte che danza nello spazio.

Dal 15 aprile al 16 agosto 2026, la Fondation Louis Vuitton presenta « Calder. Sognare in equilibrio », una retrospettiva dedicata ad Alexander Calder (1898, 1976). Quasi 300 opere, mobili, stabiles, ritratti in filo di ferro, dipinti, disegni e gioielli, occupano oltre 3.000 m² nell’edificio progettato da Frank Gehry, nel cuore del Bois de Boulogne. Questa mostra celebra il centenario dell’arrivo dell’artista in Francia e i cinquant’anni dalla sua scomparsa. Dal Cirque miniature prestato dal Whitney Museum alle costruzioni monumentali installate sul prato, il percorso ripercorre mezzo secolo d’invenzione e rivela l’ampiezza di un linguaggio scultoreo unico nel XX secolo.

Perché andarci

Alla Fondation Louis Vuitton, dal 15 aprile al 16 agosto 2026, « Calder. Sognare in equilibrio » offre una grande retrospettiva di Alexander Calder. Quasi 300 opere occupano oltre 3.000 m² dell’edificio di Frank Gehry, offrendo un'immersione rara nell’invenzione scultorea del XX secolo.

Una retrospettiva di ampiezza. Quasi 300 opere, mobili, stabiles, ritratti in filo di ferro, dipinti, disegni e gioielli, sono raccolte per coprire cinquant’anni di creazione; il percorso denso permette di seguire l'evoluzione di un linguaggio scultoreo singolare.
Il Cirque Calder, prestito eccezionale. Il celebre Circo in miniatura, presentato grazie a un prestito dal Whitney Museum of American Art, occupa un posto centrale: queste piccole scene in filo di ferro e materiali trovati rivelano la poesia del gesto e la fascinazione di Calder per il movimento.
Un dialogo potente con architettura e paesaggio. I mobili prendono vita nei volumi firmati Frank Gehry e costruzioni monumentali sono installate sul prato del Bois de Boulogne: la confronto tra opere, architettura e ambiente esterno crea un'esperienza spaziale unica.
Pietre miliari storiche e opere emblematiche. La mostra celebra il centenario dell’arrivo di Calder a Parigi (1926) e i cinquant’anni dalla sua scomparsa, presentando pezzi principali (Black Widow, Lily of Force) che permettono di misurare l’ampiezza e la continuità della sua opera.

I primi passi parigini e il circo Calder

Dal quartiere di Montparnasse al Cirque miniature Il percorso inizia con l’arrivo di Alexander Calder a Parigi nel 1926. Figlio di una pittrice e di uno scultore, nipote di uno scultore, si riallaccia all’eredità familiare dopo gli studi all’Art Students League di New York. Nel quartiere di Montparnasse, primo focolaio artistico mondiale, sviluppa sculture in filo di ferro figurative e minimali che attirano l’attenzione della critica. Alexander Calder (1898, 1976), Atztec Josephine Baker, 1930, filo di ferro, 134,6 x 25,4 x 22,9 cm. Calder Foundation, New York. Foto Al centro di questo periodo si apre il Cirque Calder: l’artista muove acrobati, clown e cavalieri in miniatura davanti a un pubblico in crescita. Fernand Léger, Jean Hélion, Le Corbusier, Jean Arp, Joan Miró e Piet Mondrian sono tra gli spettatori di questo spettacolo nuovo. Grazie a un prestito eccezionale del Whitney Museum of American Art, il Cirque Calder torna a Parigi dopo quindici anni. Queste performance in miniatura combinano filo di ferro, tessuto e materiali trovati. Rivelano la fascinazione di Calder per il movimento, la gravità e l’effimero. Figure scolpite in legno e ritratti in filo di ferro completano questo universo. Queste creazioni in materiali umili pongono le basi per tutta l’opera futura. La mostra è stata concepita in stretta collaborazione con la Calder Foundation, principale prestatore, e beneficia di prestiti da istituzioni internazionali di primo piano.

Nota della redazione

La redazione raccomanda senza riserve « Calder. Sognare in equilibrio »: una mostra rara che rende tangibile la gioia e la poesia del movimento. Il Cirque Calder incanta con il suo humour e la sua finezza, mentre mobili e stabiles trasformano i volumi di Gehry in scene vive — un’esperienza generosa e piacevole che vale assolutamente il viaggio.

L'invenzione dei mobili e degli stabiles

Da Mondrian all’astrazione cinetica La visita nello studio di Piet Mondrian nel 1930 segna una svolta decisiva. Impressionato dall’ambiente spaziale e colorato del pittore, Calder si orienta verso l’astrazione, prima nella pittura poi nella scultura. Nel 1932 alla Galerie Vignon presenta composizioni astratte e cinetiche. Marcel Duchamp propone il nome "mobili" per queste opere sospese. Jean Arp suggerisce in risposta il termine "stabiles" per indicare le costruzioni statiche. 35 fotografie di Cartier-Bresson, Kertész, Parks, Man Ray, Penn e Varda Inizialmente mossi meccanicamente, questi mobili raggiungono presto autonomia al minimo alito d’aria e prendono vita dalle movenze dell’atmosfera. « Calder. Sognare in equilibrio » alla Fondation Louis Vuitton organizza queste ricerche intorno al movimento, alla luce e alla riflessione. Suono e spazio positivo e negativo completano queste preoccupazioni fondamentali. Opere di Jean Arp, Barbara Hepworth, Jean Hélion, Piet Mondrian, Paul Klee e Pablo Picasso collocano l’inventiva di Calder nel contesto delle avanguardie. Trentacinque scatti di Henri Cartier-Bresson, André Kertész, Gordon Parks, Man Ray, Irving Penn e Agnès Varda delineano il ritratto di un artista funambolo tra arte e vita. Alexander Calder (1898, 1976), Black Widow, 1948, lamiera, filo di ferro e pittura, 325,1 x 251,5 cm. Instituto de Arquitetos do Brasil, Dipartimento di São Paulo. Deposito dell’artista, 1948. Black Widow è uno dei più grandi e complessi mobili realizzati da Alexander Calder. Questa scultura sospesa monumentale di oltre tre metri dispiega una cascata di forme organiche in lamiera nera, forate, con dimensioni che decrescono verso il suolo. L’opera traccia una linea nello spazio. Offerta nel 1948 all’Instituto de Arquitetos do Brasil a São Paulo, restò appesa nel foyer dell’edificio per decenni. Vera opera architettonica, la scultura dialoga con lo spazio circostante e ne diventa parte integrante. Attivata dal minimo alito d’aria, Black Widow incarna la visione calderiana della scultura come performance: i suoi elementi ruotano in un lento e maestoso movimento, proiettando ombre mutevoli che formano una seconda opera in perpetuo divenire.

Domande frequenti

Quali sono le date e gli orari della mostra?

La mostra « Calder. Sognare in equilibrio » si tiene dal 15 aprile al 16 agosto 2026. La Fondation Louis Vuitton è aperta: lunedì, mercoledì e giovedì dalle 11:00 alle 20:00; venerdì dalle 11:00 alle 21:00 (con una apertura serale fino alle 23:00 il primo venerdì del mese); sabato e domenica dalle 10:00 alle 20:00. La Fondation è chiusa il martedì. Durante le vacanze scolastiche (zona C), la struttura apre tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00 (e fino alle 21:00 il venerdì).

Dove si svolge la mostra e come si accede?

La retrospettiva occupa la Fondation Louis Vuitton, 8 avenue du Mahatma Gandhi, 75116 Parigi, ai bordi del Bois de Boulogne. Accesso: metropolitana linea 1, stazione Les Sablons (uscita Fondation Louis Vuitton); autobus linea 244 (fermata Fondation Louis Vuitton, servita nei weekend e giorni festivi); diverse stazioni Vélib' sono nelle immediate vicinanze dell’ingresso. Il percorso investe anche il prato adiacente, dove sono installate opere monumentali.

Cosa si vedrà nel percorso?

Quasi 300 opere, mobili e stabiles, ritratti in filo di ferro, dipinti, disegni e gioielli, occupano più di 3.000 m² dell’edificio di Frank Gehry. Il percorso ripercorre cinquant’anni di creazione: il Cirque miniature (Cirque Calder), prestito eccezionale dal Whitney Museum of American Art, occupa un posto centrale, mentre costruzioni monumentali dialogano con il prato esterno. Si trovano anche pezzi emblematici citati nella presentazione, che mostrano l’invenzione formale e la poesia del gesto di Calder.

Come si acquista il biglietto e a che prezzo?

I biglietti sono disponibili online… Sono previste anche formule famiglia.

Dalle costellazioni alle sculture monumentali

Da Saché al padiglione della Repubblica spagnola Calder torna negli Stati Uniti nel 1933, ma mantiene il legame con l’Europa. La sua partecipazione al Padiglione della Repubblica spagnola nel 1937, accanto a Miró e Picasso, conferma il suo impegno. Ritorna in Francia subito dopo la guerra. Nel 1953 apre un atelier nel borgo di Saché, nella valle della Loira. Con un piede in ciascun paese, rinnova l’idea stessa di scultura fino alla sua scomparsa nel 1976. Il percorso mette in luce gruppi chiave. La serie delle Costellazioni, fini assemblaggi di legno e filo metallico, si affianca ai gioielli concepiti come vere sculture da indossare. Nel 1953 Calder apre un atelier a Saché, nella valle della Loira, dove concepisce le sue opere più ambiziose fino al 1976. Alexander Calder (1898, 1976), Lily of Force, 1945, lamiera, filo, asta e pittura, 270 x 250 x 160 cm. Fondation Louis Vuitton, Parigi. Foto

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