Splendori del Barocco, un incontro eccezionale con il Secolo d’Oro spagnolo
Dal 26 marzo al 2 agosto 2026, il Musée Jacquemart‑André ospita «Splendori del Barocco», che riunisce per la prima volta in Francia una selezione importante della Hispanic Society of America. Una quarantina di dipinti lasciano New York per animare i salotti raffinati dell’hôtel particulier sul boulevard Haussmann.
Vedere queste tele nell’intimità di un hôtel particulier cambia tutto: lontano dalla neutralità delle grandi sale contemporanee, ogni opera trova qui un contesto adatto alla contemplazione. Per la prima volta in Francia, una quarantina di capolavori provenienti dalla Hispanic Society of America raggiungono Parigi per dialogare con le collezioni permanenti del Jacquemart‑André, offrendo al visitatore una lettura sia vicina che calorosa del Secolo d’Oro spagnolo. Sotto la curatela di Guillaume Kientz, direttore della Hispanic Society, e Pierre Curie, conservatore del museo, l’allestimento mette a confronto i nomi che hanno plasmato la pittura ispanica: Greco, Velázquez, Zurbarán, ma anche artisti meno attesi la cui presenza illumina la ricchezza di un’età d’oro tra tradizioni europee e influenze oltremare. La scenografia firmata da Hubert le Gall esalta questo incontro: disposte nei salotti in stile Second Empire del museo, le tele acquistano presenza e calore. Si percorre un itinerario concepito come una successione di salotti-galleria intimi, dove la materia delle stoffe, la forza degli sguardi e la tensione narrativa delle scene religiose e profane si rivelano diversamente. Tra i pezzi citati, la Santa Lucia di Zurbarán illustra la padronanza delle texture e della luce, mentre le Nozze di Cana di Correa testimoniano una tecnica ricca e un meticciato stilistico tipico delle botteghe ispaniche e americane. Oltre alla fascinazione per i grandi nomi, «Splendori del Barocco» mantiene la sua promessa educativa: riposizionando queste opere in un contesto domestico e raffinato, la mostra permette di misurare la potenza espressiva di un’arte religiosa e di corte che seppe catturare i contemporanei. Si annuncia così un momento forte della stagione culturale parigina, un invito chiaro a gustare, salotto dopo salotto, la forza e la grazia del barocco ispanico nel cuore del boulevard Haussmann.
Perché andarci
Dal 26 marzo al 2 agosto 2026, il Musée Jacquemart‑André presenta «Splendori del Barocco», che per la prima volta in Francia riunisce una selezione notevole della Hispanic Society of America. Installate nei salotti dell’hôtel particulier sul boulevard Haussmann, una quarantina di tele dialogano con le collezioni permanenti offrendo una lettura intima e rinnovata del Secolo d’Oro spagnolo.
I tesori della Hispanic Society of America
Un patrimonio eccezionale costituito dalla passione di un solo uomo Fondata nel 1904 dall’erudito e mecenate americano Archer Milton Huntington (1870-1955), la Hispanic Society of America è la più antica istituzione museale dedicata alle arti del mondo ispanofono e lusofono al di fuori della penisola iberica. Situata ad Audubon Terrace, nel nord-ovest di Manhattan, conserva oltre 750.000 pezzi: dipinti, sculture, manoscritti e oggetti archeologici raccolti lungo i viaggi del fondatore. Doménikos Theotókopoulos, detto Greco, Pietà, ca. 1574-1576, olio su tela, 66 x 48,5 cm 750.000 pezzi conservati alla Hispanic Society of America L’istituzione ha avviato nel 2019 la ristrutturazione dei suoi edifici storici sotto la direzione dell’architetto Annabelle Selldorf. La prima fase si è conclusa nel 2023 con la riapertura del museo. La seconda, che prevede nuove sale di pittura antica, si completerà nell'autunno 2027. È in questo contesto che la Hispanic Society affida al Musée Jacquemart‑André una selezione dei suoi capolavori. La mostra «Splendori del Barocco» al Musée Jacquemart‑André riunisce questi dipinti sotto la curatela di Guillaume Kientz, direttore della Hispanic Society, e di Pierre Curie, conservatore del museo. La scenografia di Hubert le Gall valorizza ogni tela nelle sale di ricevimento della dimora. Il visitatore percepisce subito la ricchezza di un fondo ora accessibile al pubblico parigino.
Nota della redazione
La redazione consiglia senza esitazioni questa parentesi barocca: nell'intimità ovattata dei saloni, la forza spirituale e la virtuosità pittorica dei grandi maestri vi colpiscono in pieno — luce, silenzio e carne dipinta trovano una presenza quasi umana che sconvolge.
Andateci per la rara sensazione di un confronto diretto con l'emozione e la padronanza tecnica; un appuntamento allo stesso tempo gustoso e indispensabile che nutre l'occhio e l'anima.
I maestri del Secolo d’oro spagnolo
Da Greco a Velázquez, l'apice della pittura ispanica Il Secolo d’Oro si estende dall'inizio del XVI secolo fino alla fine del XVII secolo. Coincide con l’apogeo della monarchia spagnola degli Asburgo (1516-1700). Forte di un impero coloniale che irradia su Americhe e Asia, il regno di Spagna vive un periodo di intensa vitalità artistica. Tra tardo Rinascimento e pieno sviluppo del barocco, la produzione pittorica si distingue per intensa espressività e profonda spiritualità. Il percorso mette in luce le figure maggiori di questo periodo. Greco apre il discorso con la Pietà e San Luca, due tele dove le forme si allungano in una tensione spirituale caratteristica. Francisco de Zurbarán impone la potenza delle sue composizioni religiose: Santa Lucia e Santa Emerenziana glorificano la devozione con un eloquio visivo alimentato dalla Controriforma. Juan Carreño de Miranda, Bartolomé Esteban Murillo e Matteo Cerezo completano questo insieme. Diego Velázquez, Ritratto di bambina, ca. 1638-1642, olio su tela, 51,5 x 41 cm Il Ritratto di bambina è uno dei dipinti più toccanti di Velázquez, combinando naturalismo e intimità in una composizione apparentemente semplice. L’identità della modella rimane sconosciuta: diversi specialisti hanno avanzato l’ipotesi che possa trattarsi di una nipote del pittore, probabilmente Inés Manuela Martínez Velázquez, nata il 16 agosto 1638. L’opera figurava molto probabilmente nell’inventario post mortem di Velázquez del 1660, con il numero 178, descritta come “un altro ritratto, di una bambina”. Questo dipinto occupa un posto eccezionale nella carriera dell’artista: è una delle pochissime rappresentazioni di bambini non reali, e l’unica in formato a figura intera da sola. Un recente restauro ha confermato la datazione tra il 1638 e il 1642 concordata da Jonathan Brown e José López-Rey.
Domande frequenti
Quali sono le date della mostra “Splendori del Barocco”?
La mostra si tiene dal 26 marzo al 2 agosto 2026. È una finestra estiva che riunisce, per la prima volta in Francia, una quarantina di dipinti prestati dalla Hispanic Society of America, un’occasione rara per vedere i maestri del Secolo d’Oro spagnolo a Parigi.
Dove si svolge la mostra e quali sono gli orari di apertura?
«Splendori del Barocco» è presentata al Musée Jacquemart‑André, 158 boulevard Haussmann, 75008 Parigi. Orari: lunedì, giovedì 10:00-18:00 (visita diurna per apprezzare ogni salotto), venerdì 10:00-22:00 (serale durante la mostra), sabato, domenica 10:00-19:00.
Qual è il prezzo del biglietto e cosa comprende?
Il prezzo adulto indicato è 19 €. Il biglietto dà accesso alla mostra temporanea «Splendori del Barocco» e alle collezioni permanenti del Musée Jacquemart‑André. Sono disponibili biglietti online.
Come si accede al museo e dove parcheggiare?
Il museo è facilmente accessibile: metropolitana, linee 9 e 13 (stazioni Saint‑Augustin, Miromesnil o Saint‑Philippe du Roule); RER A, Charles de Gaulle, Étoile; autobus, linee 22, 28, 43, 52, 54, 80, 83, 84 e 93; Vélib', stazione « Rue de Berri ». Per gli automobilisti, il parcheggio Haussmann‑Berri, situato alla base del museo, è aperto 24h/24.
Lo splendore della pittura religiosa
Zurbarán, pittore di sante e maestro delle texture La pittura religiosa costituisce il cuore pulsante del barocco spagnolo. Gli ordini monastici, le confraternite e le cattedrali richiedono opere che sappiano rendere tangibile la devozione dei fedeli. Francisco de Zurbarán si impone come il maestro indiscusso di questo registro sacro. Le sue figure di sante, monumentali e silenziose, combinano un realismo sorprendente nelle texture con una gravità spirituale che cattura lo sguardo. ✝ Zurbarán rappresenta santa Lucia, martire del IV secolo originaria di Siracusa, vestita come un'elegante contemporanea sivigliana. La giovane mostra il suo attributo, gli occhi su un piatto, in riferimento alla leggenda secondo cui li avrebbe cavati per scoraggiare un pretendente ossessionato dalla loro bellezza, prima di ritrovare miracolosamente la vista grazie alla preghiera. Il padre di Zurbarán gestiva un negozio di tessuti. Questo legame familiare spiega la virtuosità del pittore nel rendere stoffe, ricami e broccati che vestono le sue sante. Francisco de Zurbarán, Santa Lucia, ca. 1630, olio su tela, 183 x 111,5 cm
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