La mostra
Una retrospettiva di grande rilievo che invade le gallerie del Grand Palais dalla primavera all'estate 2026.
« Matisse. 1941–1954 » si svolge al Grand Palais dal 24 marzo al 26 luglio 2026 e occupa le gallerie 3 e 4. Coprodotta dal Centre Pompidou e dalla Réunion des musées nationaux - Grand Palais, con la partecipazione del Musée Matisse di Nizza, questa retrospettiva riunisce oltre 300 opere: dipinti, disegni, gouaches ritagliate, libri illustrati, tessuti e vetrate.
I prestiti provengono da istituzioni e collezioni importanti – Centre Pompidou, MoMA, Metropolitan Museum, Fondation Barnes, Fondation Beyeler – nonché da collezioni private.
La curatela è affidata a Claudine Grammont, capo del servizio di grafica del Musée national d'art moderne, che firma una visita densa e documentata, pensata per mettere in luce la coerenza di questo periodo tardo.
Perché andare
Quattro buone ragioni per andarci.
Una « seconda vita »: dalla prova alla reinvenzione
Gli anni 1941–1954 rappresentano una vera svolta biografica e formale per Matisse.
Nel gennaio 1941, un grave intervento chirurgico a Lione costringe Matisse a un lungo recupero e a portare un busto. Soprannominato « il resuscitato » dal personale medico, continua tuttavia a lavorare: lungi dal fermare il suo percorso, questa prova inaugura un periodo di creazione rinnovata.
La mostra mostra come la costrizione fisica coincida con una nuova audacia plastica. La gouache ritagliata si impone come un linguaggio plastico sovrano e gli altri mezzi – pittura, disegno, libri illustrati, arazzi, vetrate – dialogano per disegnare un'estetica della sintesi, dove l'economia dei mezzi si traduce in potenza espressiva.
Nota della redazione
Il periodo tardo di Matisse si rivela qui nella sua verità più vissuta: le gouaches ritagliate, con una economia di mezzi stupefacente, colpiscono per la loro pudicizia e potenza sensoriale, e la ricostruzione dell'atelier del Régina rende palpabile il gesto, il tempo e la libertà creativa. Si esce dalla sala con la sensazione di aver incontrato un pittore che, lungi dal ripetersi, ha saputo reinventare la sua lingua fino all'evidenza.
La redazione raccomanda calorosamente questa retrospettiva: limpida, generosa e profondamente viva, restituisce carne e gioia a un'opera che credevamo già familiare — un appuntamento artistico che merita senza esitazione la visita.
I grandi cicli: da Jazz ai Nudi blu
Il percorso privilegia le suite e le serie che strutturano gli ultimi anni di Matisse.
Il percorso mette a confronto cicli raramente riuniti in Francia. Gli Interni di Vence, dipinti tra il 1946 e il 1948 nella villa « Le Rêve », formano una serie di undici tele di rara forza, dove il colore reinventa lo spazio pittorico.
A questi grandi cicli si aggiungono libri d'artista, pannelli monumentali e serie emblematiche che mostrano la continuità di una pratica plurale.
Esporre questi cicli affiancati permette di misurare la logica interna del lavoro di Matisse: tra ripetizioni, variazioni e formati differenti, si disegna un medesimo pensiero plastico che va dal piccolo disegno al grande progetto decorativo, passando per la libertà inedita del papiers découpés.
Domande frequenti
Quando e dove si svolge la mostra?
« Matisse. 1941–1954 » si svolge al Grand Palais, 17 avenue du Général Eisenhower, Parigi, dal 24 marzo al 26 luglio 2026.
Cosa viene esposto?
Oltre 300 opere - dipinti, disegni, gouaches ritagliate, libri illustrati, tessuti e vetrate - provenienti da collezioni pubbliche e private.
Quali sono gli orari di apertura?
Da martedì a domenica: 10:00–19:30, apertura serale il venerdì fino alle 22:00. Chiuso il lunedì.
Quanto tempo prevedere per la visita e qual è il prezzo per gli adulti?
Calcolate circa 1h30 a 2h per visitare l'intera mostra. Il biglietto intero costa 20,5 €.
L'atelier del Régina ricreato: una scenografia immersiva
La scenografia restituisce l’atmosfera dell'ultimo grande atelier di Matisse a Cimiez.
Ideata da Julie Boidin, la messa in scena ricrea il « giardino » dell'atelier situato nell'ex hotel Régina a Cimiez. In questo spazio di dimensioni eccezionali, le gouaches ritagliate non erano semplici quadri fissi: circolavano, venivano spostate e testate sui muri, vicino ai modelli e ai tessuti.
La scenografia immersiva aiuta il visitatore a comprendere questo rapporto tra luogo e opera, e a percepire lo studio come un vero laboratorio dove si dispiegavano prove, collage e assemblaggi – indizi che illuminano il gesto e il metodo dell'artista.
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