La mostra
Al Jeu de Paume, la mostra 'Martin Parr. Global Warning' offre un tuffo pungente e gioioso nello sguardo inconfondibile di Martin Parr, dove colori saturi e inquadrature strette trasformano il quotidiano in quadri rivelatori. Pensata con l’artista stesso, questa retrospettiva coniuga ironia e urgenza climatica, una visita indispensabile per chi vuole ridere, stupirsi e riflettere allo stesso tempo.
Dal 30 gennaio al 24 maggio 2026, il Jeu de Paume dedica una grande mostra a Martin Parr (1952, 2025). Ideata con il fotografo britannico prima della sua scomparsa il 6 dicembre 2025, «Martin Parr. Global Warning» riunisce circa 180 opere prodotte dagli anni ’70 al 2024. Curata da Quentin Bajac, direttore del luogo, rilegge cinquant’anni di fotografia documentaria alla luce dei disordini del nostro tempo. Questa retrospettiva, pensata e sviluppata con l’artista stesso, costituisce sia un bilancio di una carriera straordinaria sia un testamento visivo rivolto a un’umanità cieca ai propri eccessi.
Perché andarci
Al Jeu de Paume, «Martin Parr. Global Warning» offre un viaggio intenso nell’opera del fotografo, riunendo circa 180 immagini prodotte dagli anni ‘70 al 2024. Ideata con Parr prima della sua scomparsa il 6 dicembre 2025 e curata da Quentin Bajac, la mostra interroga le nostre abitudini collettive con un’ironia pungente e uno sguardo di impressionante precisione.
L'ironia pungente di un osservatore instancabile
Flash frontale, colori saturi e uno sguardo acuto sul quotidiano Martin Parr non ha mai cercato di dare lezioni. Flash frontale, colori saturi, inquadrature strette: il suo stile visivo, forgiato all’inizio degli anni ’80, funziona come un amplificatore di realtà. Ogni scena banale, spiaggia affollata, carrello della spesa, fila di turisti, si trasforma in un quadro rivelatore sotto il suo obiettivo. «Martin Parr. Global Warning» al Jeu de Paume dispiega questo approccio su cinque decenni di lavoro, dalle prime foto in bianco e nero realizzate nelle isole britanniche alle immagini recenti scattate in Islanda. Martin Parr, Benidorm, Spagna, 1997 Membro dell’agenzia Magnum dal 1994, di cui è stato presidente dal 2013 al 2017, Parr inscrive la sua opera nella tradizione satirica britannica. L’umorismo è la sua arma critica. Non denuncia: mostra, con precisione clinica e gioia comunicativa. I visitatori incontrano un artista consapevole di far parte del mondo che fotografava. Riconosceva volentieri la propria impronta carbonica, rifiutando ogni posizione morale di superiorità. Questa onestà dà all’insieme la sua forza singolare. Non denuncia: mostra, con precisione clinica e gioia comunicativa. La mostra segna anche il ritorno di Martin Parr in questo luogo quindici anni dopo «Planète Parr», presentata nel 2009. È l’ultima alla quale abbia collaborato attivamente prima di spegnersi a Bristol, a causa di un cancro diagnosticato nel 2021.
Nota della redazione
Colpo di cuore garantito: questa retrospettiva, allo stesso tempo divertente e profondamente lucida, colpisce per la sua capacità di rendere visibile ciò che fingiamo di ignorare. Le immagini di Parr ti fanno ridere, poi ti sconvolgono — ed è proprio questa mistura di ironia ed empatia che trasforma la visita in un’esperienza necessaria.
Pensata con l'artista prima della sua scomparsa, la mostra ha la forza di un testamento vivente: intelligentemente messa in prospettiva, risveglia lo sguardo e invita a ripartire per il mondo in modo diverso. Andateci senza esitazioni.
Cinque temi per radiografare i nostri eccessi
Dalle spiagge sovraffollate agli schermi onnipresenti, una mappatura delle nostre derive collettive Il percorso si organizza in cinque sezioni che disegnano una mappatura delle nostre derive collettive. La prima esplora la spiaggia come terreno d’osservazione privilegiato. Da New Brighton a Benidorm, Parr cattura la convivenza di piacere e spreco, di naturale e artificiale, dove il tempo libero rimodella i paesaggi. 180 opere raccolte dagli anni ’70 al 2024 La seconda sezione si immerge nell’universo del consumo. Supermercati, fiere commerciali e centri ricreativi diventano il palcoscenico di una frenesia di acquisizione. Al cuore di questo insieme, il montaggio monumentale della serie Common Sense giustappone primi piani di oggetti e alimenti presi sui cinque continenti, deviando i codici della fotografia pubblicitaria. La terza parte affronta il turismo di massa, tema centrale nell’opera di Parr dalla serie Small World. Folla compatta davanti alla Gioconda, selfie compulsivi in quattro angoli del mondo: quaranta anni di sovra-turismo scorrono sulle pareti. La quarta sezione interroga la nostra convivenza con il mondo animale, tra strumentalizzazione e fascinazione. Infine, il percorso si chiude sulle nostre dipendenze tecnologiche: smartphone alzati, schermi onnipresenti, connessione permanente. Cinque capitoli che, messi insieme, abbozzano le cause profonde dei cambiamenti climatici dell’Antropocene. Procuratevi un biglietto al Jeu de Paume per attraversare questo panorama impressionante delle nostre contraddizioni collettive. Martin Parr, Seagaia Ocean Dome, Miyazaki, Giappone, 1996 Questa fotografia iconica della serie «Small World» mostra la piscina principale di uno dei più grandi parchi acquatici coperti al mondo, la cui piscina simulata è iscritta nel Guinness World Records. La scena rivela una moltitudine di bagnanti ammassati su 600 tonnellate di sabbia di marmo bianco importata dalla Cina. Nonostante il tetto retrattile, il più grande al mondo, che permette di aprire la cupola al cielo reale, l’immagine mostra la struttura chiusa: un orizzonte dipinto di azzurro artificiale sostituisce l’oceano vero, situato a soli 300 metri. Questa convivenza tra spiaggia naturale accessibile e simulacro climatizzato cristallizza l’assurdità del turismo contemporaneo che Martin Parr documenta senza sosta.
Domande frequenti
Quando e per quanto tempo posso vedere «Martin Parr. Global Warning»?
La mostra è in programma dal 30 gennaio al 24 maggio 2026 al Jeu de Paume. Il luogo è aperto dal martedì alla domenica: martedì 11:00-21:00 (serale), mercoledì, domenica 11:00-19:00. Il museo è chiuso il lunedì e osserva una chiusura eccezionale il 1° maggio.
Cosa presenta esattamente la mostra e quale sguardo vi si offre?
«Martin Parr. Global Warning» raccoglie circa 180 opere prodotte tra gli anni ’70 e il 2024, riunite e ideate con l’artista prima della sua scomparsa il 6 dicembre 2025. Organizzata in cinque sezioni tematiche, il percorso confronta spiagge sovraffollate, consumismo, turismo di massa e onnipresenza degli schermi. Il lavoro di Parr, flash frontale, colori saturi e inquadrature strette, trasforma scene banali in quadri allo stesso tempo divertenti e inquietanti: un viaggio visivo che fa sorridere e riflettere.
Qual è il prezzo di ingresso e come si può acquistare il biglietto?
La tariffa adulta indicata è di 12 €. I biglietti sono disponibili online. Informazioni.
Il Jeu de Paume è accessibile alle persone con mobilità ridotta?
Sì. Il Jeu de Paume è accessibile alle persone con mobilità ridotta: l’accesso PMR avviene in auto dall’ingresso Pont de Fer (lato Senna). L’ingresso è gratuito per le persone con disabilità.
Immagini che risuonano diversamente dopo la sua scomparsa
Cinquanta anni di fotografia eretti a testamento artistico Le fotografie di Martin Parr non somigliano a nessun’altra. Prendono in prestito il vocabolario della cartolina, del selfie o della pubblicità per capovolgerne il senso. L’immagine attrae all’inizio, poi disturba. Un bambino incastrato tra pannolini e conserve nel carrello a Dublino (1983). Gabbiani che litigano per una porzione di patatine sotto la bandiera britannica a Bristol (1998). Una donna che agita una bambola Trump a Cleveland (2016). Ogni scatto funziona in due tempi: il sorriso, poi la presa di coscienza. Immagini antiche dialogano con scatti recenti. Da Salford nel 1986 a Kleine Scheidegg nel 1994, da Las Vegas nel 2000 alla laguna blu di Reykjavik nel 2024, l’artista fissa i momenti in cui la frenesia consumistica e tecnologica affiora in superficie al quotidiano. Questi 180 stampe, provenienti da serie importanti come The Last Resort, Small World o Common Sense, compongono un ritratto di gruppo dell’umanità contemporanea. L’umorismo di Parr non attenua mai la gravità del messaggio; lo rende semplicemente sopportabile. La scomparsa del fotografo conferisce a questo insieme una risonanza particolare. Queste immagini, pensate come intrattenimento carico di avvertimento, assumono ora valore di testamento artistico. Il tuo biglietto spalanca le porte a quest’opera unica, al contempo gioiosa e inquietante. Martin Parr, Salford, Inghilterra, 1986
Galleria
Pronto per la visita?
Anticipa la tua visita prenotando i biglietti salta fila e scegli la fascia oraria che preferisci.
Prenota i bigliettiBiglietteria ufficiale



