Les grands âges
Exposition

Les grands âges

Découvrez « Les grands âges » au Musée de l’Homme : un parcours croisant photographie et biodémographie qui éclaire la vieillesse comme réalité biologique, démographique et sociale.

Musée de l'Homme

17 Pl. du Trocadéro et du 11 Novembre, 75116 Paris

08 avr. 2026 — 03 janv. 2027

Aperto tutti i giorni tranne il martedì Dalle 11:00 alle 19:00 Ultimo ingresso alle 18:15 Evacuazione alle 18:45 Chiuso il 1° gennaio, 1° maggio, 14 luglio e 25 dicembre

La mostra

Con Le grandi età, il Musée de l’Homme offre un incontro inedito tra l’occhio del fotografo Nikos Aliagas e l’expertise del biodemografo Samuel Pavard: immagini in bianco e nero e dati scientifici si rispondono per rinnovare il nostro sguardo sulla vecchiaia. Intima e documentata al tempo stesso, la mostra invita a riflettere sui legami tra generazioni, sulle trasformazioni del tempo vissuto e sulle sfide future, in un percorso sensibile ed esigente che fa venir voglia di entrare immediatamente.

Dall’8 aprile 2026 al 3 gennaio 2027, il Musée de l'Homme presenta "Le grandi età". Nato dall’incontro tra il fotografo Nikos Aliagas e il biodemografo Samuel Pavard, questa mostra incrocia arte e scienza per illuminare la vecchiaia come realtà biologica, demografica e sociale.

Il percorso, allestito nei 250 m² del Foyer Germaine Tillion, interroga il nostro rapporto col tempo, il ruolo degli anziani nelle nostre società e i legami tra generazioni.

Perché andare

Al Musée de l’Homme, "Le grandi età" propone un viaggio allo stesso tempo sensibile e rigoroso sulla vecchiaia, dove immagini e dati si rispondono. Il dialogo tra il fotografo Nikos Aliagas e il biodemografo Samuel Pavard offre un’esperienza estetica e riflessiva.

Un incontro sorprendente tra fotografia e scienza. La mostra nasce dalla collaborazione tra Nikos Aliagas e il biodemografo Samuel Pavard: un matrimonio di immagini e conoscenze che illumina la vecchiaia come realtà biologica, demografica e sociale, senza limitarsi ad un semplice ritratto artistico.
Ritratti in bianco e nero che rendono visibile l’intimità. Le fotografie in bianco e nero, dallo stile nitido e contrastato, restituiscono la dignità dei corpi invecchianti e la persistenza dei gesti – dalle scene quotidiane ai volti che raccontano la trasmissione tra generazioni.
Un percorso che rimette la longevità a scala del vivente. Il percorso, inizialmente incentrato su un cambio di scala, rialloca l’aspettativa di vita umana nella storia del vivente e associa immagini e dati biodemografici per comprendere meglio le trasformazioni delle “grandi età” oggi.
Una visita pratica e contemporanea, nel cuore del Trocadéro. Allestita nel Foyer Germaine Tillion (250 m²) del Musée de l’Homme, la mostra si tiene dall’8 aprile 2026 al 3 gennaio 2027; il museo è accessibile (Trocadéro, linee 6 e 9, bus 72), aperto tutti i giorni tranne il martedì dalle 11 alle 19 (ultimo ingresso alle 18:15) – tariffa adulti indicata: 15 €.

La vecchiaia nella storia del vivente

Quando la longevità umana illumina l’evoluzione del vivente Il percorso inizia con un cambio di scala. La longevità umana è riallocata nella storia del vivente, ben oltre la nostra sola specie.

Le fotografie in bianco e nero di Nikos Aliagas accompagnano questo viaggio. Con uno stile nitido e contrastato, scene quotidiane e ritratti rendono visibile ciò che spesso rimane silenzioso: la dignità dei corpi invecchianti, la persistenza dei gesti, la trasmissione invisibile tra generazioni.

Nikos Aliagas, fotografia in bianco e nero Questa prima sezione stabilisce un fatto poco noto. Anche quando l’aspettativa di vita era bassa – soprattutto a causa dell’alta mortalità infantile – non era raro che alcuni individui raggiungessero o superassero i sessant’anni.

Gli anziani hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nelle società umane: cura dei nipoti, trasmissione di saperi e beni materiali, mediazione dei conflitti, contributo alle decisioni collettive.

Samuel Pavard, curatore scientifico e professore al Muséum national d'Histoire naturelle, mostra che gli anziani hanno contribuito all’evoluzione cognitiva, sociale e culturale della nostra specie. Nikos Aliagas "Le grandi età" al Musée de l’Homme mostra così che la vecchiaia si inscrive in una continuità antropologica.

Lontana dall’idea comune di fenomeno recente, essa ha sempre fatto parte delle società umane. Il lavoro fotografico di Aliagas prosegue un approccio umanista e antropologico, attento alla memoria incarnata, ai legami familiari e alle tracce lasciate dall'esistenza.

Nota della redazione

Colpo di cuore della redazione: Les grands âges impone, con pudore e intensità, uno sguardo nuovo sulla vecchiaia — dignitoso, sfumato e profondamente umano. I ritratti colpiscono, la contestualizzazione scientifica illumina senza mai soffocare l'emozione, e l'insieme compone un percorso che commuove tanto quanto interroga.

Andateci senza esitazioni: ne uscirete più sensibili, meglio informati e pronti a guardare diversamente il tempo che passa. Una mostra imprescindibile e magnificamente organizzata.

Le grandi età oggi: tra realizzazione e fragilità

Ritratti di una vecchiaia tra dignità e vulnerabilità La mostra si rivolge poi alle grandi età di oggi. L’aspettativa di vita supera ormai i 70 anni nella maggior parte dei paesi d’Europa, Asia, Oceania e America.

Emergono nuove classi d’età, la proporzione dei centenari non cessa di crescere. Le persone anziane costituiscono una sfida importante per la salute pubblica e la politica sociale.

Questa sezione mette in luce due rappresentazioni opposte della vecchiaia contemporanea. Da un lato, una vecchiaia felice, attiva e utile.

Dall’altro, persone isolate, dipendenti, precarie, sofferenti. Le fotografie di Nikos Aliagas non giudicano tra queste due realtà.

Le mostrano entrambe in scene dove la dignità persiste anche nella fragilità. Aliagas, che fotografa i volti del tempo che passa da decenni, cattura nell’intimità ciò che l’analisi demografica osserva a livello sociale.

Nikos Aliagas, Pas vus, pas pris, fotografia in bianco e nero Pas vus, pas pris Focus sull'opera Pas vus, pas pris è la fotografia scelta per il manifesto della mostra. In bianco e nero, mostra una coppia anziana seduta a un tavolino all’aperto.

La donna, con cappello e occhiali da sole, interpella con vivacità il fotografo. L’uomo accanto a lei alza una macchina fotografica verso l’obiettivo, in un gesto di risposta reciproca.

La scena emana un’energia gioiosa e spontanea. Nikos Aliagas ha catturato questo incontro per istinto, senza conoscere l’identità dei soggetti.

Solo tre anni dopo, preparando il manifesto della mostra, il team ha identificato la coppia: Laura Mirè, figura del mondo della moda italiana, e Italo Zannier, storico dell’arte nato nel 1932 a Spilimbergo, primo titolare di una cattedra di storia della fotografia in Italia.

Questo incontro casuale tra fotografi – uno famoso animatore-fotografo francese, l’altro padre fondatore della storia della fotografia in Italia – illustra la filosofia di Aliagas: gli incontri fotografici "non avvengono mai senza motivo". Il titolo stesso gioca sul doppio senso: l’invisibilità reciproca dei due fotografi che si scoprono a vicenda, e la spontaneità dello scatto.

La diversità dei modi di invecchiare, il ruolo che ogni società sceglie di concedere ai propri anziani: sono tutte domande che ritratti e dati scientifici illuminano insieme.

Domande frequenti

Quando e dove si svolge la mostra "Le grandi età"?

La mostra si svolge dall’8 aprile 2026 al 3 gennaio 2027 al Musée de l’Homme (17 place du Trocadéro et du 11 Novembre, 75116 Parigi). Il percorso è allestito nel Foyer Germaine Tillion, su 250 m².

Quali sono gli orari e i giorni di chiusura del museo durante la mostra?

Il Musée de l’Homme è aperto tutti i giorni tranne il martedì, dalle 11 alle 19. L’ultimo ingresso è alle 18:15 e lo sgombero alle 18:45. Il museo è chiuso il 1° gennaio, 1° maggio, 14 luglio e 25 dicembre.

Quanto costa l’ingresso e dove acquistare i biglietti?

La tariffa adulti indicata è di 15 €. Per altre tariffe (riduzioni, gratuità, tariffe giovani/anziani) si consiglia di consultare il sito ufficiale del museo o i rivenditori partner. I biglietti sono disponibili.

Cosa mostra la mostra e perché andare?

Nata dall’incontro tra il fotografo Nikos Aliagas e il biodemografo Samuel Pavard, "Le grandi età" incrocia fotografia e dati scientifici per pensare la vecchiaia come realtà biologica, demografica e sociale. Su un percorso che rimette inizialmente la longevità a scala del vivente, i ritratti in bianco e nero di Aliagas rendono visibile la diversità dei modi di invecchiare, tra realizzazione e fragilità, e confrontano questi volti con le sfide future (salute, ambiente). È una visita al tempo stesso sensibile e rigorosa: le immagini danno un volto ai dati e fanno sentire perché queste questioni ci riguardano tutti.

E domani? grandi età e salute del pianeta

Proteggere gli anziani dalle crisi ambientali L’ultima parte apre sul futuro. Riusciremo a proteggere le persone anziane dalle crisi che si profilano?

Ondate di calore acute, crisi sanitarie senza precedenti, epidemie di tumori e malattie croniche o degenerative causate da inquinanti: queste minacce pesano sulla salute umana in generale e sulla sopravvivenza dei più anziani in particolare. Le fotografie di Nikos Aliagas danno un volto a questa urgenza.

Ricordano che dietro le curve demografiche e gli scenari climatici ci sono corpi, mani, sguardi. La mostra si conclude su questa domanda aperta, riaffermando la legittimità di un desiderio collettivo: vivere vite più lunghe in un mondo che rispetti gli equilibri naturali.

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