Exposition
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Leandro ErlichGrand Palais
Exposition

Leandro Erlich

Leandro Erlich au Grand Palais: première grande monographie en France, 14 installations illusionnistes à éprouver du 2 juin au 6 septembre 2026.

Grand Palais

Avenue Winston Churchill, 75008, Paris

02 juin 2026 — 06 sept. 2026

Da lunedì a domenica: 10:00 - 20:00. Apertura serale il venerdì fino alle 22:00.

La mostra

La prima grande monografica in Francia riunisce quattordici installazioni che lavorano sull'apparenza e la sua occultazione.

Si può salire sulla facciata di un edificio parigino posta orizzontalmente a terra, o sporgersi sopra barche che sembrano galleggiare senza una sola goccia d’acqua?

« Leandro Erlich » è la mostra che il Grand Palais dedica all’artista argentino dal 2 giugno al 6 settembre 2026: la sua prima grande esposizione monografica, interamente dedicata a un unico artista, in Francia, che riunisce quattordici installazioni monumentali dove l’apparenza sfugge non appena ci si avvicina.

Il curatore della mostra, colui che ha scelto le opere, Fabrice Bousteau, direttore di Beaux Arts Magazine, le ha riunite nelle gallerie del Grand Palais.

Perché andare?

Quattro buoni motivi per visitare Leandro Erlich al Grand Palais.

La prima monografica in Francia. Quattordici installazioni riunite offrono un panorama coerente del suo lavoro e permettono di comprendere, continuamente, la logica dei suoi dispositivi.
L’illusione spiegata. Qui il procedimento è mostrato: dalle crepe ricostruite ai meccanismi che animano le sculture, la mostra svela il trucco della prestidigitazione visiva.
Opere da sperimentare con il corpo. Ci si china, ci si sdraia, ci si arrampica: Port of Reflections, Changing Rooms e Edificio coinvolgono la postura e la prossimità più della semplice contemplazione.
Un percorso accessibile. La scenografia privilegia la chiarezza e l’effetto immediato: non serve una preparazione teorica per provare sorpresa e comprensione.

All’ingresso: barche che galleggiano senza acqua

Il percorso inizia in una semi-oscurità che favorisce la contemplazione ingannevole.

Port of Reflections (2014) accoglie il visitatore con un imbarcadero: piccole barche in fibra di vetro sembrano galleggiare su un telo nero e immobile.

L’effetto dipende innanzitutto dalla messa in scena: silenzio, penombra, scafi riflessi.

Da vicino, l’illusione si scioglie: non c’è acqua, una macchina nascosta fa oscillare gli scafi e ciò che sembra un riflesso appartiene alla scultura stessa.

The Cloud e The View, presenti lungo il percorso, giocano invece sul dispositivo e sulla vista voyeur, proponendo situazioni in cui ciò che si crede di percepire si rivela una costruzione.

Nota della redazione

Vedere Erlich significa accettare di perdere le proprie certezze visive per comprendere meglio come esse si costruiscono.

Sotto la navata del Grand Palais, i suoi dispositivi assumono una forza collettiva: l’illusione smette di essere un trucco per diventare condivisione.

Dall’idea all’opera: l’illusionista che mostra i suoi trucchi

Erlich non finge il mistero: mostra il meccanismo e ci invita a osservare il procedimento.

Shattering Door e la Documentation Room A differenza di un mago, Leandro Erlich non nasconde i suoi « trucchi »: tutto è volutamente mostrato, e si gioca sapendo come è ottenuto l’effetto. Shattering Door (2009) ne dà la chiave.

Questa porta sembra fessurata ovunque, sul punto di esplodere, ma è solo un pannello di laminato dipinto ad aerografo (a pistola). Per disegnarne le crepe, l’artista racconta di aver infranto a colpi di pietra quindici lastre di vetro, filmate al rallentatore; non trovando un motivo di rottura che lo convincesse, le ha poi tracciate a mano.

Nata nel solco della crisi finanziaria del 2008, l’opera evoca anche certezze che si incrinano.

Domande frequenti

Quando si svolge la mostra e quali sono gli orari di apertura?

La mostra si tiene al Grand Palais dal 2 giugno al 6 settembre 2026. È aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00, con apertura serale il venerdì fino alle 22:00.

Dove acquistare il biglietto e qual è il prezzo?

I biglietti si prenotano online, in particolare tramite Fnac Spectacles. Il prezzo pieno indicato è di 20,50 €, con tariffe ridotte a partire da 11,50 €.

Dove si svolge la mostra e come arrivarci?

Luogo: Grand Palais, avenue Winston Churchill, 75008 Parigi. Metropolitana: Linea 1 e linea 9 - stazione Franklin D. Roosevelt Linea 1 e linea 13 - stazione Champs-Élysées - Clemenceau RER: RER C - stazione Invalides

Cosa si vive veramente in questa mostra?

Un percorso di prove visive: barche senza acqua che invitano ad avvicinarsi, porte crepate che rivelano la pittura, cabine specchiate che disorientano e una facciata sdraiata che si può percorrere.

Edificio: arrampicarsi su un palazzo sdraiato

Le ultime sale mettono il corpo al centro dell’esperienza, trasformando il visitatore in attore dell’illusione.

Changing Rooms e Edificio L’ultima galleria del Grand Palais riunisce le opere più immersive, quelle in cui si entra davvero. Changing Rooms (2008) allinea eleganti camerini di prova i cui specchi, invece di riflettere la vostra immagine, aprono lo spazio e collegano un camerino all’altro; si può vedere apparire uno sconosciuto proveniente dal camerino vicino.

Trenta camerini si incastrano in un labirinto dai contorni indefiniti, dove lo specchio, strumento ricorrente nell’artista, smette di riflettere per diventare una porta. Leandro Erlich, Changing Rooms, 2008, boiserie, sgabelli, cornici dorate, specchi, tende, tappeti e lampade. Camerini di prova incastrati in un labirinto di specchi dai confini indefiniti.

Il percorso si conclude con Edificio (2004), nato a Parigi per la Nuit Blanche e ripreso poi in più di quindici paesi. L’opera si adatta ogni volta all’architettura locale: a Parigi, un edificio haussmanniano in pietra chiara dei grandi boulevard; altrove, una facciata di mattoni.

La facciata è posta orizzontalmente a terra, e un enorme specchio inclinato a 45 gradi la raddrizza in verticale. Sdraiati sulle finestre e i balconi, i visitatori appaiono, nello specchio, sospesi all’edificio, acrobati che sfidano la gravità.

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