La mostra
In occasione del centenario dell'Esposizione del 1925, il Musée des Arts décoratifs propone una retrospettiva magistrale che restituisce la modernità, il lusso e la geometria dell'Art déco. Con una scenografia immersiva e un percorso che unisce capolavori storici e reinterpretazioni contemporanee, la mostra invita a riscoprire uno stile sempre vitale, un'uscita culturale tanto estetica quanto arricchente.
Cento anni dopo l’Esposizione internazionale delle arti decorative e industriali moderne del 1925, che ha consacrato lo stile Art déco a livello mondiale, il Musée des Arts décoratifs le dedica una retrospettiva magistrale. Dal 22 ottobre 2025 al 26 aprile 2026, la mostra “1925-2025. Cento anni di Art déco” riunisce quasi mille opere in un percorso immersivo che investe la navata spettacolare e le grandi gallerie del secondo e terzo piano. Mobili scultorei, gioielli scintillanti, abiti fluidi, laccature profonde e vetrerie luminose svelano uno stile insieme geometrico, lussuoso e decisamente rivolto alla modernità.
Perché visitarla
Al Musée des Arts décoratifs, “1925-2025. Cento anni di Art déco” propone una retrospettiva densa e vivace che riunisce quasi mille opere nella navata e nelle grandi gallerie. È un invito a percepire, attraverso oggetti, mobili e moda, la forza estetica di un movimento ancora attuale.
Un percorso cronologico e tematico di un'audacia inebriante
Dalla cabina dell'Orient Express alle reinterpretazioni contemporanee Già all'ingresso nella navata, il visitatore è catturato dal mito vivo dell'Orient Express. Una cabina originale dell’Étoile du Nord del 1926, restaurata nei minimi dettagli con intarsi preziosi di René Prou e vetri firmati Lalique, dialoga con tre modelli in piena scala del futuro Orient Express reinventato da Maxime d'Angeac. Palissandro fiammeggiante, incrustazioni di madreperla, ricami su legno e innovazioni contemporanee si rispondono in un immediato impatto estetico. Sedia e tavolino per giornali di Clément Rousseau (1872-1950), decoratore, e parascintille di Clément Mère (1861-1940), decoratore, Chartier, ebanista. Sedia. Parigi, 1921. Palissandro, galuchat, avorio, seta / Tavolino per giornali. Parigi, circa 1921. Ebano, galuchat, avorio Van den Aker, ebanista. Parascintille. Parigi, circa 1923. Ebano di Macassar, avorio inciso e patinato, seta ricamata Il percorso prosegue poi nelle gallerie con un vasto affresco cronologico e tematico. Inizia dalle origini, dagli anni 1910, dove si avverte ancora il brivido dell’Art nouveau ma già la volontà di geometrizzare l’ornamento. L’apice del 1925 esplode poi in forme stilizzate, materiali rari come l’ebano di Macassar, il galuchat, l’avorio e la lacca nera profonda. L’Art déco non è un ritorno al passato: è un’accelerazione verso l’eleganza geometrica. Gli anni 1930 rivelano linee più pure, quasi ascetiche in alcuni casi, mentre le reinterpretazioni contemporanee chiudono magnificamente il racconto mostrando la vitalità intatta del vocabolario Art déco oggi. Ogni sala respira l’epoca: velocità, libertà, eleganza cosmopolita. Si passa senza interruzioni dagli arredi più opulenti agli oggetti più intimi, dal disegno preparatorio all’opera compiuta, come se si sfogliasse un grande libro vivente del design del ventesimo secolo.
Nota della redazione
Raccomandiamo caldamente questa retrospettiva: un percorso sensuale, controllato e caldo che riconnette con il lusso delle forme, dei materiali e della luce — la cabina restaurata dell'Orient-Express offre un momento di poesia commovente. Uscirete con uno sguardo trasformato; appassionati e neofiti troveranno tanta emozione quanto eleganza, un appuntamento culturale che merita decisamente la visita.
Le figure emblematiche e i loro capolavori che fanno epoca
Da Ruhlmann a Vionnet, il genio dei creatori Art déco Tre creatori dominano e incarnano tutta la ricchezza contraddittoria dell’Art déco: Jacques-Émile Ruhlmann, maestro del lusso estremo e delle essenze rare; Eileen Gray, la cui radicalità sensuale resta di una modernità fulminante; Jean-Michel Frank, genio della purezza e del contrasto forte tra materiali grezzi e preziosi. Attorno a loro risplendono André Groult e la sua leggendaria cassettiera in galuchat del 1925, Pierre Chareau e il suo spettacolare scrittoio-biblioteca reinstallato per l’occasione, Clément Rousseau e le sue sedie in avorio e seta di una sensualità toccante. 1.000 opere riunite in un percorso immersivo La moda elettrizza il percorso: l’abito Petits chevaux di Madeleine Vionnet, ricamato con perle e fili dorati su crêpe di seta, sembra fluttuare come un sogno antico modernizzato; il mantello in velluto batik di Marguerite Pangon, la giacca geometrica di Sonia Delaunay o gli abiti di Jeanne Lanvin ricordano che l’Art déco vestiva anche il corpo in movimento. Jean Dunand dispiega le sue laccature di una profondità ipnotica, François Décorchemont le sue paste di vetro quasi lunari, Raymond Templier e Jean Desprès le loro spille d’argento e smalto di una modernità tagliente. Madeleine Vionnet, casa di moda, Marie-Louise Favot detta Yo (1895-1986), stilista, Michonnet, casa di ricamo, Abito detto Petits chevaux o Vaso greco, collezione inverno 1921, crêpe di seta ricamata con perle e fili d'oro Realizzato per la collezione inverno 1921, questo abito incarna la fusione tra ispirazione antica e modernità Art déco. Il motivo di piccoli cavalli stilizzati, ricamato con perle e fili d’oro su crêpe di seta avorio, evoca le fregi dei vasi greci. Madeleine Vionnet vi sviluppa la sua tecnica firma del taglio obliquo, offrendo al capo una fluidità scultorea che libera il corpo femminile. La casa Michonnet, celebre per la virtuosità dei suoi ricami, ha eseguito questa decorazione di raffinata finezza che testimonia l’eccellenza delle maestranze parigine tra le due guerre.
Domande frequenti
Quali sono le date e il luogo della mostra?
La mostra “1925-2025. Cento anni di Art déco” si tiene dal 22 ottobre 2025 al 26 aprile 2026 al Musée des Arts décoratifs, 107 Rue de Rivoli, 75001 Parigi. Il percorso investe la navata spettacolare e le grandi gallerie del 2° e 3° piano.
Quali sono gli orari di apertura?
Il museo è aperto da martedì a domenica dalle 11:00 alle 18:00, con apertura serale il giovedì fino alle 21:00. Il museo è chiuso il lunedì. La serata del giovedì offre un’atmosfera più calma e intima per apprezzare la scenografia.
Cosa presenta esattamente questa retrospettiva?
Quasi mille opere compongono un percorso cronologico e tematico che celebra l’eleganza e la modernità dell’Art déco: mobili scultorei, gioielli, abiti, laccature e vetri. Tra i pezzi di punta figurano la cabina autentica dell’Étoile du Nord (1926) restaurata, la cassettiera di André Groult, e opere firmate Ruhlmann, Eileen Gray, Jean-Michel Frank, Pierre Chareau o Dunand. La scenografia, concepita dall’Atelier Jodar e dallo Studio MDA, avvolge il visitatore con lacche, luci e texture per un’esperienza sensoriale.
Qual è il costo e come si può acquistare un biglietto?
Il biglietto per adulti è annunciato a partire da 20 €. Sono disponibili posti.
Una scenografia immersiva che rende l'Art déco più vivo che mai
Laccature, luci e texture: un'esperienza sensoriale totale L’Atelier Jodar e lo Studio MDA hanno immaginato una scenografia che non mostra soltanto l’Art déco: lo fa sentire nella carne. I materiali sontuosi riappaiono in grande formato con vaste superfici di lacca nera lucida, lastre di avorio e texture di galuchat che avvolgono il visitatore in un’atmosfera allo stesso tempo preziosa e carnale. Le luci alternano un’illuminazione soffusa profonda per far emergere la profondità delle laccature e una luce cruda per sottolineare la rigidezza geometrica dei volumi. ✦ La navata diventa quasi cinematografica: si cammina attorno ai modelli del futuro Orient Express, si sfiora la cabina del 1926, si entra nel sogno del viaggio. Le gallerie alternano spazi aperti dove le opere respirano e angoli più intimi dove ci si china su un gioiello o un disegno preparatorio. Il percorso è una respirazione continua: si esce dall’opulenza decorativa per immergersi nella purezza radicale, poi si torna alla preziosità, come se l’Art déco stesso battesse ancora il cuore cento anni dopo la sua nascita. Pierre Chareau, Scrivania-biblioteca degli appartamenti intimi di un’Ambasciata francese all’Esposizione internazionale del 1925, 1924-1925 Realizzato per il padiglione della Société des Artistes Décorateurs all’Esposizione del 1925, questa scrivania-biblioteca circolare spettacolare è coperta da una cupola sostenuta da due colonne e composta da una parete a ventaglio da cui proviene la luce. La parte centrale, delimitata da scaffali in legno di palma, ospita la scrivania e la sua poltrona. Chareau vi dispiega una padronanza straordinaria dello spazio e della luce, creando un insieme architettonico di modernità sorprendente che incarna perfettamente l’ambizione decorativa di questo periodo.
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