Leonora Carrington
Exposition

Leonora Carrington

Leonora Carrington au Musée du Luxembourg (18/02, 19/07/2026) : première grande rétrospective en France, 126 œuvres surréalistes à découvrir en environ 1h30.

Musée du Luxembourg

19 Rue de Vaugirard, 75006, Paris

18 févr. 2026 — 19 juil. 2026

Tutti i giorni: 10:30 - 19:00. Serata speciale il lunedì: 10:30 - 22:00. Previsti circa 1h30 per visitare le 126 opere esposte. L’ultimo ingresso è consentito 45 minuti prima della chiusura. Ultimo accesso alla biglietteria: 1 ora prima della chiusura.

La mostra

Una grande retrospettiva occupa le sale del Musée du Luxembourg dal 18 febbraio al 19 luglio 2026.

Il Musée du Luxembourg presenta « Leonora Carrington », la prima retrospettiva di rilievo in Francia dedicata a questa artista anglo-messicana. La mostra riunisce 126 opere, dipinti, disegni, sculture, arazzi e pezzi monumentali, che attraversano quasi cinque decenni di creazione. Il percorso mette in luce la singolarità di una creatrice totale, spesso descritta come una « Donna di Vitruvio », il cui arte dialoga tra umano e animale, maschile e femminile, in un cosmo reinventato dalla mitologia e dall’esoterismo. La scenografia cerca di rendere sensibile la continuità del suo linguaggio. È un'occasione rara per apprezzare, riunite, opere emblematiche e pezzi meno conosciuti che illuminano la coerenza di un percorso artistico fuori dall’ordinario.

Perché andare

Quattro buone ragioni per non perdere questa retrospettiva dedicata a Leonora Carrington al Musée du Luxembourg.

Una retrospettiva inedita in Francia. È la prima mostra di tale portata dedicata a Carrington in Francia, che riunisce 126 opere per misurare l’estensione del suo percorso artistico.
Un percorso che racconta una vita d’arte. Il percorso, ideato dai curatori Tere Arcq e Carlos Martín, segue le sue tappe principali: formazione, impegno surrealista e insediamento in Messico.
Un universo visivo impressionante. Dipinti, disegni e sculture svelano un vocabolario singolare, figure ibride, bestiario e mitologia, insieme poetici e inquietanti.
Una visita ottimizzata. Considera circa 1h30 per visitare le 126 opere; orari adatti (apertura quotidiana 10:30‑19:00, serata speciale il lunedì fino alle 22:00) e ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura.

Dalle origini inglesi alla rivelazione fiorentina

Il percorso inizia con gli anni di formazione che forgiano il suo vocabolario artistico.

Nata nel 1917 a Clayton Green, nel Lancashire, Leonora Carrington cresce in un ambiente segnato da governanti e collegi cattolici; l’eredità celtica trasmessa dalla madre irlandese irrora fin dall’infanzia un immaginario popolato da creature fantastiche. Mandata a Firenze durante l’adolescenza, lì scopre i maestri del Quattrocento al museo degli Uffizi: l’incontro con la pittura del Rinascimento plasma la sua comprensione della composizione mitologica e del linguaggio simbolico. Di questo periodo sono opere come Sisters of the Moon, Diana (1932), dove già si intuisce un gusto per la fusione delle silhouette umane e delle referenze antiche. Questi primi studi e copie dei maestri pongono le basi tecniche e narrative che attraverseranno tutta la sua carriera.

Nota della redazione

Si esce da questa retrospettiva scossi e felici: l’opera di Leonora Carrington dispiega qui una poesia visiva che colpisce al cuore — bestiario folle, figure ibride, umorismo nero e misticismo intimo rispondono con una forza emotiva rara. Questi dipinti e disegni non si osservano semplicemente, si vivono; offrono immagini che restano, consolano e inquietano al tempo stesso.

Finalmente riconsegnata al suo giusto posto, Carrington ritrova la visibilità che merita e offre al visitatore un viaggio vivo e generoso nel suo immaginario. Andateci senza esitazione: è un’esperienza profonda, luminosa e davvero necessaria.

L'impegno surrealista in Europa

Gli anni 1930‑1940 segnano il suo ingresso nel circolo surrealista e l’affermazione di un immaginario alchemico.

Nel 1937, l’incontro con Max Ernst a Londra apre a Carrington le porte del surrealismo: lascia l’Inghilterra, vive con lui nel sud della Francia e frequenta i circoli surrealisti parigini. André Breton si interessa ai suoi testi e include il suo racconto La Débutante nell’Anthologie de l’humour noir, riconoscimento che colloca la sua opera all’incrocio tra scrittura e immagine. Durante questo periodo, le sue opere testimoniano un approfondimento delle preoccupazioni esoteriche e alchemiche: figure ibride, metamorfosi e simboli personali compongono scene al contempo misteriose e decisamente inventive. È un momento cruciale in cui si forgia la poetica visiva che si ritroverà per tutta la carriera.

Domande frequenti

Quando e dove si tiene la mostra "Leonora Carrington"?

Dal 18 febbraio al 19 luglio 2026, al Musée du Luxembourg, 19 rue de Vaugirard, 75006 Parigi. La mostra riunisce 126 opere.

Quanto tempo bisogna prevedere per la visita e cosa presenta la mostra?

Prevedi circa 1h30 per visitare le 126 opere. Il percorso ripercorre cinque decenni di creazione, dal Quattrocento al periodo messicano, evidenziando il suo bestiario e le sue figure ibride.

Quali sono gli orari e le modalità d’ingresso?

Il museo è aperto tutti i giorni dalle 10:30 alle 19:00, con una serata speciale il lunedì fino alle 22:00. L’ultimo ingresso è consentito 45 minuti prima della chiusura; l’ultimo accesso al botteghino è possibile 1 ora prima della chiusura.

Come arrivare alla mostra e qual è il prezzo per gli adulti?

Accesso: metro Linea 4 (stazione Saint‑Sulpice); linee 4 e 10 (Odéon); RER B fermata Luxembourg. Prezzo adulto comunicato: 15,5 €. I biglietti sono disponibili.

Il compimento messicano

Città del Messico diventa, a partire dal 1942, il territorio elettivo dove la sua opera si sviluppa pienamente.

Stabilitasi a Città del Messico dal 1942, Leonora Carrington trova in questo nuovo contesto una libertà creativa decisiva. Lì stringe amicizia con Remedios Varo e si integra in un’intellighenzia locale che favorisce incontri e incroci culturali. Il sincretismo delle mitologie precolombiane e la vitalità dell’ambiente artistico messicano ampliano il suo repertorio: ai dipinti si aggiungono arazzi, sculture e affreschi monumentali. Opere come Il Buon Re Dagoberto (Elk Horn), datata 1948, incarnano questa maturità: un bestiario fecondo e spazi senza confini dove l’artista compone un cosmo intimo, fatto di umorismo, mistero e di una potenza figurativa singolare.

Pronti per la visita?

Anticipa la tua visita prenotando i biglietti saltafila e scegli l’orario che preferisci.

Prenota i tuoi bigliettiBiglietteria ufficiale
Da scoprire anche

Mostre simili

Esplora tutto il catalogo