La mostra, La moda del XVIII secolo. Un'eredità immaginata
Dal 14 marzo al 12 luglio 2026, il Palais Galliera propone un'immersione raffinata nell’eleganza del XVIII secolo. Il percorso presenta oltre settanta silhouette, abiti d’epoca, accessori, tessuti, arti grafiche e fotografie, messi a confronto con creazioni contemporanee.
Il filo conduttore della mostra è chiaro e stimolante: mostrare come un XVIII secolo idealizzato continui ad alimentare l’immaginario della moda. Sala dopo sala, abiti a panier, abiti volanti e pezzi neoclassici dialogano con creazioni di maison e designer contemporanei (Chanel, Dior, Vivienne Westwood…), rivelando la persistenza di un vocabolario formale che attraversa i secoli. Tra i momenti salienti del percorso, la presenza eccezionale di un corsetto attribuito a Maria Antonietta, raramente esposto, conferisce all’insieme un certo valore patrimoniale ed emotivo. La scenografia pone inoltre l’accento sulla pluralità delle fonti, tessuti, disegni e fotografie, che consentono di leggere la moda come un tessuto di influenze e interpretazioni. L’approccio museale non si limita ad esporre testimonianze del passato: traccia il modo in cui il XVIII secolo è stato reinventato, dal Secondo Impero alle estetiche camp e queer contemporanee. Questa oscillazione tra patrimonio e creazione attuale fa della mostra una riflessione vivace sulla continuità e trasformazione delle forme. La Fondation Phoebus, grande prestatore della mostra, ha permesso la riunione di pezzi raramente accessibili al pubblico, che arricchisce l’interesse della visita. In aggiunta al percorso, calcolate circa 1h30 per visitare tutte le sale al Palais Galliera (10 Avenue Pierre 1er de Serbie, 75116 Parigi); il museo è aperto da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00, con aperture serali il venerdì fino alle 21:00 (chiuso il lunedì).
Perché andare
Dal 14 marzo al 12 luglio 2026, il Palais Galliera offre “La moda del XVIII secolo. Un'eredità immaginata”, un viaggio elegante che collega abiti d’epoca e creazioni contemporanee. La mostra invita a comprendere come il vocabolario formale dell’Illuminismo continui a ispirare la moda di oggi.
Il secolo dei Lumi, una rivoluzione delle silhouette
Abiti volanti, polacche e all’inglese: quando il corpo femminile si emancipa Il percorso si apre sull’effervescenza creativa del XVIII secolo. La moda femminile si reinventa qui con una varietà di forme che rompe con i codici delle epoche precedenti. Abito volante con ampie pieghe verso il 1720-1730, abito alla polacca sollevato ai lati verso il 1770-1775, abito all’inglese aderente in vita verso il 1780-1790: ogni silhouette testimonia una nuova libertà del corpo. Abito volante, verso il 1730 Tessuti lucenti, ricami minuziosi e accessori raffinati compongono ensemble di grande sofisticazione. Acconciature alte e ornamenti preziosi completano questi abiti che celebrano il movimento quanto l’eleganza. Il corpo non è più solo costretto: si afferma attraverso tagli che anticipano le evoluzioni future. “La moda del XVIII secolo” al Palais Galliera restituisce questa vitalità ponendo i pezzi d’epoca al centro del racconto. Ogni dettaglio, la lucentezza di una seta, il taglio di un corsetto, la caduta di una piega, ricorda che questo secolo non è un semplice capitolo storico ma la base di un’estetica duratura. La scenografia guida lo sguardo di sala in sala e mette in luce la fluidità delle linee quanto la precisione delle abilità tessili.
Nota della redazione
La redazione consiglia senza riserve questa mostra: allestita con finezza, fa vibrare le stoffe e le silhouette, e trasforma la storia in materia sensibile. Il dialogo tra pezzi antichi e risposte contemporanee emoziona e sorprende — si esce istruiti, commossi e decisamente ispirati.
Andateci per la bellezza tangibile dei costumi, per quei momenti di grazia che ricordano che la moda è un linguaggio vivo; un’esperienza delicata e gioiosa che merita davvero lo spostamento.
Un'eredità reinventata nel corso dei secoli
Dal Secondo Impero agli universi camp e queer, un secolo idealizzato senza sosta Fin dal Secondo Impero, la moda femminile attinge all’estetica dei Lumi. In un contesto di sconvolgimenti politici e sociali, il XVIII secolo appare come un paradiso perduto, un mondo di eleganza la cui nostalgia alimenta i creatori. Tre secoli di reinterpretazioni tracciati nel percorso Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’alta moda francese si rivolge nuovamente alle competenze di lusso sviluppate in quell’epoca per affermare la propria legittimità sulla scena internazionale. La stampa, il cinema e le arti dello spettacolo diffondono massicciamente queste immagini e trasformano quest’eredità in un codice visivo immediatamente riconoscibile. Corsetto da gran gala attribuito alla regina Maria Antonietta (1755-1793), verso il 1770-1780 Questo corpetto di seta, allacciato dietro e non steccato, è tra i pezzi più preziosi del Palais Galliera. Una fodera interna posta al centro del corpetto permetteva di inserire un bastone di legno che irrigidiva solo la parte anteriore. Il suo ampio scollo e le maniche corte lo assimilano al corpetto steccato del gran gala di corte, abito indispensabile per le dame presentate al re e alla regina. Il corpetto, punteggiato di aghi, fu donato a Madame Eloffe, una delle mercantesse di moda della regina, per prove di ornamento. Eccezionalmente esposto al pubblico per la sua estrema fragilità, questo corsetto incarna il ruolo centrale di Maria Antonietta nella storia della moda. La mostra racconta questa evoluzione mostrando come il passato sia costantemente idealizzato e adattato alle aspirazioni di ogni generazione. Il XVIII secolo smette di essere una semplice referenza storica per diventare un’estetica autonoma. Entra in risonanza con gli immaginari contemporanei e oggi flirta con gli universi kitsch, camp e queer. “La moda del XVIII secolo. Un'eredità immaginata” al Palais Galliera fa vedere queste metamorfosi su tre secoli di creazione.
Domande frequenti
Quando e dove si svolge la mostra “La moda del XVIII secolo. Un'eredità immaginata”?
Dal 14 marzo al 12 luglio 2026, al Palais Galliera, 10 avenue Pierre 1er de Serbie, 75116 Parigi. Un’occasione rara per vedere un percorso dedicato all’eleganza del XVIII secolo in uno dei grandi musei parigini della moda.
Quali sono gli orari di apertura e quanto tempo prevedere per la visita?
Il museo è aperto da martedì a domenica, dalle 10:00 alle 18:00, con aperture serali il venerdì fino alle 21:00. Chiuso il lunedì. Calcolate circa 1h30 per visitare con calma l’intera mostra.
Cosa si vede nel percorso e quali sono i momenti salienti?
Il percorso riunisce oltre settanta silhouette, abiti d’epoca, accessori, tessuti, disegni e fotografie, confrontati con creazioni contemporanee (Chanel, Dior, Vivienne Westwood…). Tra i pezzi notevoli figura un corsetto attribuito a Maria Antonietta, prestato eccezionalmente, che conferisce al percorso una forte intensità patrimoniale.
Come arrivare al Palais Galliera e quali sono le informazioni pratiche?
Il Palais Galliera è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici: metro linea 9 (stazioni Iéna o Alma-Marceau) e linea 6 (Boissière), RER C (Pont de l’Alma), bus (linee 32, 63, 82 fermata Iéna; 42, 72, 80, 92 fermata Alma-Marceau). Stazioni Vélib' nelle vicinanze. Biglietto adulto: 14 €. I biglietti sono disponibili online.
Oltre settanta silhouette in dialogo attraverso le epoche
Chanel, Dior, Westwood: quando l’alta moda prolunga il guardaroba dell’Illuminismo Il percorso riunisce abiti d’epoca, accessori, tessuti, arti grafiche e fotografie in un allestimento che abolisce le frontiere cronologiche. Pezzi del XVIII secolo e creazioni contemporanee dialogano da sala a sala, rivelando la permanenza di un vocabolario formale nato sotto l’Illuminismo. Questo raro pezzo dialoga con le creazioni succedutegli nel corso dei decenni. Il visitatore scopre abiti del XVIII secolo messi a confronto con modelli firmati Chanel, Christian Dior, Louis Vuitton, Christian Lacroix, Vivienne Westwood o Dries van Noten. La Fondazione Phoebus, grande prestatore della mostra, ha reso possibile la riunione di pezzi eccezionali del XVIII secolo normalmente inaccessibili al pubblico. Abito à la polonaise e gonna, circa 1770-1775 Il percorso alterna epoche per sottolineare continuità e reinvenzioni. Un abito volante intorno al 1720-1730 si affianca a una creazione contemporanea che ne riprende i volumi e lo spirito. La scenografia valorizza questi echi visivi senza imporre rotture cronologiche. Ogni silhouette racconta una storia di trasmissione e libertà creativa che attraversa i secoli senza perdere forza.
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