La mostra
Brion Gysin. L'ultimo museo è presentata al Musée d'Art Moderne de Paris fino al 12 luglio 2026. "Brion Gysin.
Il Musée d'Art Moderne de Paris presenta « Brion Gysin. L'ultimo museo », prima retrospettiva dell'artista in un museo parigino.
Dal 10 aprile al 12 luglio 2026, oltre 140 opere raccontano il percorso poliedrico di un creatore che ha attraversato tutte le avanguardie del XX secolo. Pittore, poeta, performer, fotografo e musicista, Brion Gysin (1916–1986) ha inventato il cut-up e la Dreamachine.
La sua opera si sviluppa all'incrocio tra pittura e scrittura, tra surrealismo, cultura beat e punk-rock. La collezione del museo, di ricchezza unica al mondo, costituisce la base di questa mostra evento.
Perché andarci
La prima grande retrospettiva parigina di Brion Gysin si tiene al Musée d'Art Moderne de Paris dal 10 aprile al 12 luglio 2026. Attraverso oltre 140 opere, la mostra restituisce la forza di un artista poliedrico che ha attraversato surrealismo, Beat Generation e avanguardie contemporanee.
Un artista tra sogno, viaggi e PARIGI
Dal surrealismo alla Beat Generation Il percorso si apre sull'interesse di Brion Gysin per il sogno, il surrealismo e gli effetti delle droghe sulla mente. Appassionato di alterità e esploratore delle marginalità, Gysin gira il mondo e frequenta movimenti alternativi e underground.
Le sue peregrinazioni lo portano a incontrare ambienti creativi e intellettuali tra i più diversi. Brion Gysin (1916–1986), Unit VII, 1961, pittura acrilica
Nota della redazione
La redazione raccomanda caldamente questa retrospettiva: è un'esperienza viva e generosa che scuote la percezione e riaccende il piacere della scoperta. Si esce con lo sguardo e l'immaginario rinnovati, come dopo un incontro con un inventore di immagini e frasi.
Andateci per sentire l'energia di un artista che rifiuta le etichette e continua, ancora oggi, a ispirare e emozionare — una visita che vale assolutamente la pena.
Cut-up e dreamachine
L'arte della frammentazione e delle visioni La mostra illumina tutte le dimensioni del cut-up, tecnica che Brion Gysin scopre nell'autunno 1959 al Beat Hotel di Parigi. Questa rinascita dadaista consiste nel tagliare un testo e riorganizzare i pezzi in modo casuale. 140+
Domande frequenti
Quando e dove si svolge « Brion Gysin. L'ultimo museo »?
La mostra si svolge dal 10 aprile al 12 luglio 2026 al Musée d'Art Moderne de Paris, 11 avenue du Président Wilson, 75116 Parigi. È la prima grande retrospettiva dedicata a Brion Gysin in un museo parigino, che riunisce oltre 140 opere che coprono l'intero percorso poliedrico dell'artista.
Quali sono gli orari, il prezzo e l'accesso alle collezioni?
Il museo è aperto dal martedì alla domenica, dalle 10:00 alle 18:00, con una serata il giovedì fino alle 21:30; è chiuso il lunedì. Il prezzo adulti indicato per la mostra è di 17 €. Da notare: l'accesso alle collezioni permanenti del museo è gratuito, mentre il biglietto per la mostra dà accesso al panorama dedicato a Gysin.
Come si arriva?
Il Musée d'Art Moderne de Paris è facilmente raggiungibile: metropolitana linea 9 (stazioni Iéna o Alma–Marceau), RER C (Pont de l'Alma), bus linea 72 (fermata « Musée d'Art Moderne – Palais de Tokyo »). È possibile anche un percorso in bicicletta grazie alle stazioni Vélib' vicine. La posizione lungo la Senna permette di abbinare la visita con una passeggiata verso il Palais de Tokyo.
Cosa aspettarsi dalla visita?
La retrospettiva propone un'immersione nell'universo di un creatore al crocevia del surrealismo, della Beat Generation e delle estetiche punk-rock: pitture, testi, fotografie, registrazioni e dispositivi. Si ritrovano le due invenzioni principali di Gysin - il cut-up (scoperto al Beat Hotel nel 1959) e la Dreamachine - così come accostamenti con artisti e creatori che l'hanno ispirato (William S. Burroughs, Keith Haring, Patti Smith…). È una mostra stimolante, ideale per sentire l'inventiva di un artista viaggiatore e iconoclasta.
Multimediale e dialoghi artistici
Da Victor Hugo a Keith Haring Lungo tutto il percorso, si mette in risalto la dimensione multimediale della produzione artistica di Brion Gysin. Il dialogo che non ha mai smesso di intrattenere con altri artisti, anteriori o contemporanei, è il filo rosso di questa sezione finale.
In contrasto, la mostra presenta opere di creatori a cui Gysin è stato vicino o che ha ispirato: William S. Burroughs, Françoise Janicot e Bernard Heidsieck, John Giorno, Keith Haring, Patti Smith, Ramuntcho Matta.
Altre figure segnano il percorso, da Victor Hugo a Henri Michaux passando per René Laubiès e Mohamed Hamri.
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