La mostra
Un viaggio per immagini nell’America contemporanea, tra incarichi editoriali e progetti personali di lunga durata.
American Images riunisce, dall’11 febbraio al 24 maggio 2026, l’essenziale del lavoro che Dana Lixenberg ha realizzato negli Stati Uniti in oltre tre decenni. Presentata su due livelli alla Maison Européenne de la Photographie, la retrospettiva articola grandi formati, serie documentarie, stampe istantanee e un’installazione video, offrendo un panorama ricco e variegato del suo sguardo. Lixenberg pratica una fotografia di presenza: i suoi ritratti, che riguardino figure pubbliche o abitanti di quartieri popolari, sono contrassegnati da uguale attenzione e da un rifiuto del sensazionalismo.
Perché andarci
Quattro buone ragioni per visitare la MEP per American Images.
I ritratti editoriali degli anni '90
Le origini editoriali di uno sguardo diventato iconico si leggono sin dall’inizio del percorso.
Il percorso si apre su una vasta selezione di ritratti a colori realizzati tra il 1993 e il 2003 per riviste americane, come Vibe, The New York Times Magazine, Interview, Rolling Stone, dove Lixenberg coglie figure di rilievo della cultura popolare. Whitney Houston, Tupac Shakur, Biggie Smalls, Kate Moss, Iggy Pop, Jay-Z, Allen Ginsberg o Leonard Cohen sono tra i volti fotografati, immagini che spesso hanno superato il vincolo dell’incarico per diventare ritratti significativi. Tra questi, il ritratto in bianco e nero di Tupac Shakur (1993) occupa un posto particolare, esemplare nel modo in cui Lixenberg coniuga potenza visiva e intimità.
Nota della redazione
Raramente una retrospettiva ha mostrato così chiaramente come la fotografia, praticata con pazienza, possa produrre immagini potenti e rispettose allo stesso tempo. Dana Lixenberg impone un ritmo di sguardo che si allontana dallo spettacolare: i suoi grandi formati, i suoi Polaroid e la sua installazione video dialogano per comporre un ritratto dell’America contemporanea sfumato, senza drammatizzazioni. La mostra è al contempo un corso di fotografia documentaria e una lezione di testimone impegnato.
Le serie documentarie di lungo corso
Oltre al ritratto isolato, la fotografa sviluppa indagini fotografiche svolte nel tempo.
La retrospettiva presenta tre insiemi personali che approfondiscono realtà sociali spesso relegate ai margini. Jeffersonville, Indiana (1997, 2004), nato da un incarico della rivista Jane per documentare Haven House, ripercorre la presenza di Lixenberg presso i residenti di un centro di accoglienza temporanea: li fotografa regolarmente, spesso all’esterno dell’edificio, con una pudicizia che evita ogni esposizione della miseria. Queste serie di lungo corso mostrano la forza dell’archivio fotografico quando si inscrive nella durata e nella fiducia, e contribuiscono a tracciare un ritratto plurale dei territori e delle comunità attraversate dal suo sguardo.
Domande frequenti
Quali sono le date della mostra?
American Images si tiene dall’11 febbraio al 24 maggio 2026.
Quali sono gli orari di apertura della MEP durante la mostra?
Mercoledì e venerdì: 11:00-20:00; Giovedì: 11:00-22:00 (notturno); Sabato e domenica: 10:00-20:00. La MEP è chiusa il lunedì e il martedì.
Cosa presenta esattamente American Images?
La prima retrospettiva parigina di Dana Lixenberg che espone su due piani oltre trent’anni di ritratti, serie documentarie, un’installazione Polaroid e un’installazione video.
Dove si trova la MEP e qual è il prezzo d'ingresso per un adulto?
La MEP è al 5/7 rue de Fourcy, 75004 Parigi (quartiere del Marais). Accesso metro: Saint-Paul (linea 1) o Pont Marie (linea 7). Il prezzo intero indicato è di 14 € per un adulto.
Imperial Courts: trent'anni di presenza
Il progetto più continuativo e ambizioso occupa una larga parte del percorso museale.
L’insieme dedicato a Imperial Courts ripercorre la presenza fotografica di Dana Lixenberg a Watts, nel quartiere South Central di Los Angeles. Iniziato nel 1993, dopo le rivolte del 1992, il lavoro accompagna gli abitanti di un complesso di edilizia popolare per più di trent’anni, producendo un ritratto collettivo progressivo e profondamente umano. I ritratti e il materiale presentati raccontano una relazione costruita nel tempo: rivelano la persistenza delle vite quotidiane, la trasformazione dei luoghi e il modo in cui la fotografia diventa, per la sua costanza, un atto di conoscenza e rispetto.
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